CONNESSIONI IMPLANTARI

Gestione

dei tessuti molli

L’attacco tra impianto e moncone è presente su tutta la linea implantare con la configurazione a finire come mostrato in figura 1, classica in figura 2, in base al diametro della svasatura richiesta rispettivamente di 3,5 mm o 5 mm. È disponibile anche con un profilo d’emergenza, figura 3 che assicura un attacco più arrotondato senza angoli vivi che crea un spazio maggiore per l’ancoraggio mucoso. Questo profilo che garantisce un miglior condizionamento dei tessuti molli è previsto su tutta la gamma protesica partendo dalle viti di guarigione per arrivare ai monconi definitivi.

 

L‘importanza della corretta gestione dei tessuti molli è fondamentale per poter ottenere predicibilità negli interventi di implantologia e parodontologia, soprattutto quando si applicano tecniche rigenerative. La scelta e la corretta esecuzione del lembo più indicato al determinato tipo di intervento che si è programmato, e la tecnica di sutura più adeguata, rappresentano insieme gli elementi discriminati al fine dell‘ottenimento del successo clinico. Inoltre, è stata dimostrata l‘importanza della presenza di gengiva cheratinizzata attorno gli impianti dentali per la stabilità a lungo termine, con riduzione del rischio di periimplantite, spesso ottenibile semplicemente gestendo correttamente i tessuti molli durante il posizionamento implantare, oppure nella seconda fase chirurgica.

tessuti molli

Flusso

di trattamento

01

Analisi del caso e pianificazione del trattamento

La gestione dei tessuti molli inizia quando si pianifica il caso, perché la forma dei tessuti molli deve essere analizzata e il loro trattamento preparatorio è influenzato dal posizionamento dell’impianto. Ogni caso è diverso, pertanto un’analisi e una pianificazione accurate sin dall’inizio sono utili per raggiungere il risultato estetico desiderato. Vari fattori (ad es. indicazione, aspettative del paziente, forma dei tessuti molli, qualità ossea, posizione del sito) influiscono sull’esito del trattamento. Il grado di complessità e il rischio intrinseco delle singole procedure possono essere valutati. In linea generale, il livello di complessità aumenta in maniera direttamente proporzionale al numero di fasi interessate e all’esito estetico che si deve ottenere per un risultato soddisfacente. Una complessità estetica aumentata comporta generalmente tempi di trattamento maggiori e costi più elevati. L’informazione e la preparazione del paziente all’inizio del trattamento possono favorire la sua disponibilità a collaborare.

02

Trattamento chirurgico e fase di guarigione

In base al caso e alle sue preferenze, il medico sceglierà un approccio sommerso o transmucoso. Con l’approccio sommerso, si posiziona una vite di chiusura dopo l’inserimento dell’impianto e si chiude il lembo. Con un secondo intervento dopo una prima fase di guarigione, si posiziona la componente secondaria di guarigione e si inizia il trattamento preparatorio dei tessuti molli. La componente secondaria di guarigione dà inizio alla prima fase di profilamento dei tessuti molli. Le componenti secondarie di guarigione Bone Level sono state concepite per rapportarsi alle dimensioni delle componenti secondarie per il restauro finale. L’approccio transmucoso consente una procedura diretta, evitando un secondo intervento. La decisione in merito a quale componente secondaria utilizzare per il restauro finale deve essere presa all’inizio del trattamento, in modo che la componente secondaria di guarigione possa essere scelta di conseguenza. Pertanto, sono necessarie una pianificazione sofisticata e una buona comunicazione tra medici curanti e laboratorio odontotecnico. Queste alternative si prefiggono di soddisfare esigenze supplementari per casi singoli e sono da utilizzarsi in base alle preferenze dell’utente.

03

Temporizzazione (modellazione dei tessuti molli)

Dopo la prima fase di guarigione, i tessuti molli possono essere modellati con l’aiuto di componenti secondarie provvisorie. Il trattamento preparatorio supplementare dei tessuti molli con la componente secondaria provvisoria può consentire di ottenere un risultato estetico migliore e ampliare i tessuti molli quando necessario. Le papille possono essere ulteriormente modellate e adattate al restauro finale. Per queste fasi, il paziente deve essere messo a conoscenza dello sforzo supplementare necessario per aumentare il risultato estetico. Di nuovo, una buona comunicazione con il laboratorio odontotecnico e i medici curanti supporta il risultato finale.

04

Conclusione del trattamento e follow-up

Una volta che la protesi è stata posizionata e adattata e che il trattamento è terminato, visite di controllo regolari e una buona igiene orale aiutano a prevenire qualsiasi effetto indesiderato e a mantenere elevata la soddisfazione del paziente.

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